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Durante il primo ventennio del Novecento
"il Villino Sabatini" fu uno dei centri dell'alta borghesia Moscianese.
Costruito agli inizi del secolo da Tommaso Sabatini, nato da Dottor Alessio
e dalla Signora Carolina Pistilli ne'Guerrucci il 27 Aprile 1838 a Mosciano
S.Angelo ed ivi scomparso l'8 Aprile 1910. A somiglianza di molti edifici
analoghi aanche nel giardino del villino Sabatini sono presenti due piccole
"dependances" realizzate secondo il modello dello "chalet" di montagna,
stilisticamente del tutto fuori luogo nell'ambiente moscianese, ma in perfetto
gusto col tardo romanticismo dell'epoca.
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Questa foto mi ritrae a fianco del mio piu'
caro amico Sandro Beltramba alla vostra sinistra. Nato 5 giorni dopo di
me, penso di aver diviso con Sandro i miei piu' bei giorni della mia adolescenza.
Intere giornate girovagando per Mosciano o con l'autostop al mare a Giulianova
in cerca di giovani donzelle o semplicemente a discutere in quale maniera
potevamo cambiare il mondo. Lui comunista, io di tendenze che ancora non
so, Sandro e' stato e' rimarra' per sempre l'emblema del mio caro paese
natio. Dotato di una intelligenza superiore alla norma, Sandro ha vinto
la sua battaglia con la sua piu'grande qualita, semplice umilta". Forse
un po' esagerato il complimento.Comunque
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Piazza della Rotonda assunse l'attuale aspetto
durante la seconda meta' dell'Ottocento, allorche vennero realizzati due
notevoli edifici: la chiesa del Rosario ed il Palazzo Municipale. L'edificio
sacro fu costruito a partire dal 1853, su progetto dell'architetto Teramano
Giuseppe Lupi che prendendo a modello il Pantheon di Roma miro'ad ottenere
effetti notevoli di maestosita'e solennita'. Il Palazzo Municipale fu progettato
dall'architetto Moscianese Giuseppe Sabatini. I lavori iniziati alla fine
dell'Ottocento sui resti di una torre dell'antica cinta muraria furono
ultimati alcuni decenni dopo.
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Agli inizi del Novecento, una delle vie piu'
belle di Mosciano S.Angelo era dedicata a Margherita di Savoia (1851-1926),
consorte del re Umberto I e prima regina D'Italia. La chiesa del S.S.Rosario
fu eretta a partire dal 1853, dopo che Ferdinando II, re delle due Sicilie,
con Regio decreto n.3203 del 21 Luglio 1852, autorizzo' il comune di Mosciano
in provincia di primo Abruzzo a concedere a titolo gratuito alla confraternita'
del S.S.Rosario un pezzo di suolo pubblico al largo detto della croce onde
edificarvi una nuova chiesa. Attualmente la via e' intitolata a Settimio
Passamonti, un agente Moscianese vittima del terrorismo.
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Qui sono ritratto intento a ricevere un premio
calcistico a Nereto nel 1970. Ricordo di far parte della Societa'Calcio
di Mosciano con buon successo. In questo torneo il mister di quel tempo
signor Vallone, mi diede l'opportunita' di giocare a fianco di calciatori
della prima squadra. Io preso dal nervosismo durante l'arco del primo tempo
non toccai palla, allorche' il signr Vallone mi prese in disparte e disse;
" se non giochi come fai in allenamento ti sbatto fuori e con noi non giochi
pui'". Tornai in campo costruii 3 tunnel ai difensori, segnai 3 reti e
venni premiato come il piu' giovane del torneo. Tutto qui. Purtroppo da
quel giorno sono diventato una ciofeca.
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L'attuale Piazza IV Novembre e'senza dubbio
l'angolo di Mosciano S.Angelo che ha cambiato maggiormente il proprio nome
nel corso dei decenni. Alla meta' dell'Ottocento fu denominato largo della
Croce o largo della fornace, venne ad assumere la denominazione di Piazza
della Rotonda all'epoca del Fascismo. Caduto codesto, fu chiamata Piazza
della Liberta'. Eventualmente il luogo assunse la denominazione di Piazza
IV Novembre, anniversario della vittoria Italiana sull'esercito austro-ungarico
al termine della grande guerra.
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Era di giugno del 1971. La squadra calcistica
locale del Mosciano veleggiava nel campionato provinciale di promozione.
Per tanti giovani locali non si trovava spazio allorche' la politica sportiva
era tale che guardando fuori si ammirava meglio. Sappiamo bene che l'erba
del vicinato appare sempre piu' verde del nostro giardino. In paese un
professionista di nome Ernesto Nobile mise insieme un nutrito gruppo di
giovani promesse, allenati da allenatori locali. Si entro' a far parte
del gruppo di terza categoria. Il successo fu' immediato ed immenso, si
divento' campioni provinciali senza fronzoli con il giusto spirito di fratellanza.
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In questa foto sono visibili alcuni giovani
che hanno infatti fatto carriera nel calcio anche se a livello dilettantistico.
Il primo a sinistra il nostro mister Florindo Nepa che insieme all'altro
nostro allenatore Silvano Cianella furono gli l'artefici di tutto cio'.
I successi vennero e subito. Purtroppo pero' molto si perse nell'organizzazione
che molte volte fa' la differenza fra' qualcosa di apprezzabile alla professionalita'.
Caro Florindo e Silvano comunque tutto cio, sono sicuro che quei
giovani vi saranno per sempre riconoscenti, io lo sono sempre stato anche
se da tanto lontano.
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